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Emozioni rosa in Trentino

19/05/2010

Il Trentino in passato ha scritto pagine indimenticabili del ciclismo italiano e mondiale.

Dalla dinastia cembrana dei Moser, tra cui Francesco iridato a San Cristobal e vincitore del Giro 1984, al noneso Maurizio Fondriest, campione mondiale a Renaix nel 1988, sino ai più recenti Gilberto Simoni, per un decennio protagonista assoluto della corsa rosa (vinta da «Gibo» nel 2001 e 2003), e Rossella Callovi, diciannovenne nonesa giovane promessa delle due ruote femminili, iridata juniores lo scorso anno a Mosca. Oltre ai ciclisti trentini, anche le strade dolomitiche hanno contribuito a rendere talvolta epico questo magnifico sport. Gli appassionati meno giovani ricorderanno la mitica tappa del Bondone del Giro del 1956, quando nemmeno una copiosa nevicata fuori stagione fermò la cavalcata del lussemburghese Charly Gaul, mentre è nella memoria di tutti l'impresa dell'indimenticato «Pirata»Marco Pantani all'Alpe Pampeago nel 1999. Sono soltanto due delle decine di giornate storiche del ciclismo vissute in Trentino, che ogni anno ospita tappe decisive del Giro d'Italia.
Per aggiungere altre pagine a questo libro, a fine maggio la corsa rosa approda prima in Val di Sole, poi in Valsugana. Mercoledì 26 maggio dopo ventiquattro anni la carovana rosa fa il proprio ritorno a Peio, rinomata stazione termale posta in una valletta laterale alla Val di Sole, all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio. La tappa è classificata come una di «media difficoltà», e prevede la partenza da Brunico, l'approdo in Trentino dopo il Passo Palade, il conseguente passaggio in Val di Non e in Val di Sole, infine la salita verso Peio Terme. Una frazione la cui insidiosità potrebbe aumentare considerando che il plotone sarà reduce dalla scalata del Plan de Corones del giorno prima, quindi non mancherà lo spettacolo, con tutti i fuoriclasse del pedale che non vorranno certo tirarsi indietro in caso di schermaglie. Il precedente del Giro a Peio Terme ha visto un autentico campione tagliare il traguardo a braccia alzate: il 30 maggio 1986, infatti, il noto scalatore olandese Johann Van der Velde si presentò tutto solo alle Fonti solandre, mentre in rosa transitò il bresciano Roberto Visentini, poi vincitore di quel Giro d'Italia.
Giovedì 27 maggio i «girini» partiranno da Levico Terme, cittadina della Valsugana ed altra nota stazione termale trentina, per la diciottesima tappa della corsa rosa. Una giornata di relativo relax prima del gran finale, in quanto la frazione è pressoché pianeggiante, con i ciclisti che dopo aver abbandonato la Valsugana scenderanno sul Garda per poi fare il loro arrivo a Brescia.

Info: www.valdisole.net - www.valsugana.info
 

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