Vallagarina
Di facile accesso, crocevia di traffici e di genti fin dai tempi più remoti, la Vallagarina si presenta tutt'oggi accogliente e ospitale. Il paesaggio è dolce e armonioso anche grazie alla diffusa coltivazione della vite, che in questi luoghi produce vini morbidi e profumati, da tempo immemorabile la ricchezza della valle: primus inter-pares, il nobile Marzemino cantato nel celebre “Don Giovanni” di Mozart, che profuma di viola mammola e ha un impareggiabile color rosso rubino.
La Vallagarina, non è però solo agricoltura, ma è, ad esempio, storia antica, grazie ai numerosi castelli che si stagliano con le loro moli austere sulle colline come quelli di Sabbionara d'Avio, di Rovereto, di Noarna, Castel Pietra e infine, Castel Beseno; è inoltre storia anche recente per i visitatori che volessero soffermarsi ad osservare nel silenzio del Pasubio la rete di trincee scavate durante il primo conflitto mondiale fra le sue rocce e le voragini scavate dal fuoco delle artiglierie.
La Vallagarina è anche cultura: a Rovereto, il capoluogo della Valle vissero personaggi quali Antonio Rosmini, Riccardo Zandonai e Fortunato Depero. Vi si trova inoltre la Campana dei Caduti “Maria Dolens”, l'enorme campana fusa con il bronzo dei cannoni della prima guerra mondiale. Sempre a Rovereto, nel settecentesco Teatro Zandonai, il più antico della regione, è ospitato il festival internazionale “Oriente Occidente”, una rassegna che dal 1981 porta in Trentino l'élite mondiale della danza contemporanea.
La Vallagarina è poi natura, grazie alla presenza di ambienti pressoché incontaminati come il Monte Baldo, conosciuto fin dal 1500 come "Hortus Italiae", che oggi offre infinite possibilità per effettuare escursioni e trekking: a cavallo tra la Valle dell'Adige e il Lago di Garda, esso permette, di godere di splendidi panorami dalle Dolomiti del Brenta, allo Stivo e al Monte Cornetto, alla catena del Pasubio e dei Monti Lessini, al Lago di Garda. Il Monte Baldo ha conservato specie botaniche uniche, tanto che nel 1972 fu istituita la Riserva Botanica di Bes Corna Piana, un territorio protetto di 150 ettari, che racchiude rocce antichissime e rari fiori.
Non lontana dalle principali vie di comunicazione e tuttavia gelosamente racchiusa tra le ultime pendici della catena Bondone-Stivo, a ridosso del lago di Garda, fra la Vallagarina e la Valle del Sarca merita di essere visitata anche la Valle di Gresta, un vasto anfiteatro terrazzato, un'isola climatica privilegiata. Le sue terre, che appartenevano ai Castelbarco, furono acquistate agli inizi del '900 dai Comuni di Chienis e di Ronzo e distribuite in “parti” ai rispettivi censiti.
Grazie a queste terre, la Val di Gresta iniziò ad essere conosciuta per la coltivazione dei cavoli cappucci e di altri ortaggi e oggi è rinomata in Trentino e fuori provincia come “l'orto biologico del Trentino”. La valle è infatti un'oasi particolarmente adatta alla produzione biologica e integrata di patate, cavoli cappucci, per buona parte utilizzati nella produzione di crauti, carote, e molti altri ortaggi di qualità, gran parte commercializzati mediante il Consorzio ortofrutticolo della Valle di Gresta.
Curiosità
La campana dei caduti, costruita in memoria dei caduti di tutte le guerre, venne fusa a Trento il 30 ottobre 1924 con il bronzo dei cannoni delle 19 nazioni partecipanti alla prima guerra mondiale: è la più grande campana del mondo che suoni a distesa, pesa 226 q, ha un diametro di 3,21 m e è alta 3,36; il battaglio pesa invece 6 q.
A Castel Noarna, la notte del 17 febbraio 1647, si svolse un famoso processo alle streghe, in seguito al quale, come narrano le cronache, "morsero decapitate et abrugiate sopra le giare de Villa come streghe Menega Sandri, Menegotta Chemella et Lucia sua figliola tutte di Villa, e Ginevra Zampicoli e Caterina Barona, ambe di Castellano. Tutte confesse e comunicate tre giorni prima".
Prodotti tipici da gustare
Queste valli trovano nell'agricoltura una risorsa fondamentale, e insieme un'eccezionale occasione di esprimere e comunicare i loro valori più veri. La Vallagarina è terra di nobili vini, dal Marzemino alla Nosiola, dal Moscato agli Spumanti.
Dalla Val di Gresta provengono ortaggi di grande qualità; altri sapori sono quelli del Marone trentino, delle ciliege, delle susine, dei piccoli frutti.
Da non perdere anche i formaggi Monte Baldo e Monte Baldo Primo Fiore, il Canestrato, il Tre Valli e il Vezzena; tra gli insaccati la carne di cavallo affumicata e il Probusto
Da non perdere
il Castello di Sabbionara d'Avio: per chi arriva nel Trentino da sud appare sulla sinistra. E' molto antico e già a metà del XII secolo apparteneva ai Castelbarco. Di grande interesse i due affreschi trecenteschi: la "Parata dei combattenti" nella casa delle guardie e la "camera dell'amore" all'ultimo piano del mastio.
Castel Beseno: è il più maestoso dei castelli trentini, una città fortificata, nella quale si alternano torri, spalti merlati, tre grandi bastioni e due cinte murarie che formano un'imponente ellisse dall'asse maggiore di 250 metri.
Il maestoso campo dei tornei, una vasta prateria cinta da spesse muraglie con feritoie, introduce al primo cortile e quindi alla piazza grande del nucleo centrale, residenza dei castellani. Beseno.